studentsforafreetibetuk:

Happening now; Tibet activists unveiled two big banners ‘XI: FREE TIBET NOW’ 50 metres away from Hotel Taj Palace where Xi is in meetings with Indian Leaders. 4 SFT India activists are arrested by Delhi police..This is to highlight the critical situation inside Tibet and Protest against Xi & CCP regime crimes in ‪#‎Tibet‬
via: SFT India
studentsforafreetibetuk:

Happening now; Tibet activists unveiled two big banners ‘XI: FREE TIBET NOW’ 50 metres away from Hotel Taj Palace where Xi is in meetings with Indian Leaders. 4 SFT India activists are arrested by Delhi police..This is to highlight the critical situation inside Tibet and Protest against Xi & CCP regime crimes in ‪#‎Tibet‬
via: SFT India

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Happening now; Tibet activists unveiled two big banners ‘XI: FREE TIBET NOW’ 50 metres away from Hotel Taj Palace where Xi is in meetings with Indian Leaders. 4 SFT India activists are arrested by Delhi police..This is to highlight the critical situation inside Tibet and Protest against Xi & CCP regime crimes in ‪#‎Tibet‬

via: SFT India

angrytibetangirl:

blacknoonajade:

Monks from India and Tibet have shown up in support of Michael Brown and Ferguson. 
If that isn’t powerful, I don’t know what is. 

#solidarity

#monksforjustice angrytibetangirl:

blacknoonajade:

Monks from India and Tibet have shown up in support of Michael Brown and Ferguson. 
If that isn’t powerful, I don’t know what is. 

#solidarity

#monksforjustice

angrytibetangirl:

blacknoonajade:

Monks from India and Tibet have shown up in support of Michael Brown and Ferguson. 

If that isn’t powerful, I don’t know what is. 

#solidarity

#monksforjustice

Chinese spreading Propaganda in the west faster and more efficient than ebola.  America, (Guard your freedom) you’re next!  (Or it’s already spread) Oh God!

Via: TYAE (Tibetan Youth Association in Europe)

"CAN YOU IMAGINE how the security would have approached the TYAE activists if this direct action took place inside Tibet? 
This is just a small glimpse of “how it is” inside Tibet and how basic human rights like freedom of speech and expression are handled by Chinese authorities!

Shameful specially how Guy Morin, President of the Government of Basel-Stadt, replaced in his speech fundamental rights in favour of economic profit.”

studentsforafreetibetuk:

China opens fire on Tibetans

Thursday, 14 August 2014
Tibetans in Kardze protesting.

Ten seriously injured; township under lockdown

Peaceful Tibetan protesters have been seriously injured by security forces in Kardze Tibetan Autonomous Prefecture.

Two Tibetans are confirmed to have been shot and others injured. Their conditions are not known and communication lines have now been shut down in the area.

Tibetans forced to celebrate

On 11 August villagers had been ordered to stage a celebration for the visit of senior Chinese officials. Wangdak, the village leader and the locals complained that the officials harassed female members of the community’s dance troupe.

They also objected to the authorities accusing a traditional horse race and a prayer festival in the area of being illegal.

Wangdak was arrested.

Tibetans shot

On 12 August, around hundred Tibetans gathered at the local government offices to protest when Chinese armed security forces from neighbouring Sertha county arrived and deployed tear gas and live ammunition on the crowd.

Wangdak’s son and brother Sangpo were both shot and other Tibetans were injured.

Injured missing

They were taken away by security forces but family members were told they were taken for medical treatment. No information is available as to where they are.

On 13 August, the neighbouring Shukpa village was surrounded by armed forces. Many of its men had left the village to avoid arrest but the security forces beat and interrogated family members including women and children.

In April a lone Tibetan protester in Kardze was arrested and his whereabouts still remain unknown.

Kardze Tibet. Tibetans are being shot by Chinese Force enforcing crackdown during peaceful protest.

pinokkioribelle:

Polizia cinese apre il fuoco contro una protesta tibetana, una dozzina i feriti


La polizia cinese ha aperto il fuoco per disperdere centinaia di tibetani che protestavano contro la detenzione di uno stimato capo villaggio della provincia di Sichuan, ferendo gravemente quasi una dozzina di persone.

Molti tibetani sono stati arrestati e picchiati nella violenta repressione a Sershul, nella contea di Kardze (Ganzi), prefettura autonoma tibetana. Il giorno seguente la polizia ha portato via capo villaggio, Dema Wangdak, dalla sua casa a mezzanotte; riferiscono le fonti locali.

Wangdak, 45 anni, è stato arrestato dopo aver denunciato alle autorità le molestie alle donne tibetane da parte di alti funzionari cinesi durante uno spettacolo culturale che la comunità locale è stata costretta ad ospitare durante la loro visita alla contea.

“In centinaia si sono riuniti per chiedere il rilascio di Wangdak perché innocente, ma le autorità cinesi, ha inviato forze di sicurezza per reprimere i manifestanti”; dice Demay Gyaltsen, un tibetano in esilio in India, a Radio Free Asia.

“Le forze di sicurezza hanno usato gas lacrimogeni e sparato munizioni cariche indiscriminatamente per disperdere la folla durante la protesta a Loshu”, ha detto, aggiungendo che circa “10 tibetani sono stati gravemente feriti” dai colpi di pistola.

Comunicazioni bloccate

Tra i feriti ci sono il figlio e fratello di Wangdak, che hanno subito due colpi di pistola ciascuno, ha detto Gyaltsen, che dirige un’organizzazione in India per i tibetani dalla vicina contea di Dege Sershul.

Dopo aver disperso i manifestanti, ha detto, le autorità hanno cercato rinforzi e intensificato la sicurezza, molti tibetani sono stati arrestati e le linee di comunicazione sono state bloccate.

“Il paese è ora interamente circondato dalle forze di sicurezza e molti degli adulti del villaggio sono andati verso le colline per nascondersi”; riferisce Jampa Youten, un monaco in India del sud a RFA.

“Coloro che sono rimasti sono i più giovani tibetani e le donne, che sono stati interrogati e torturati dalle forze di sicurezza cinesi”, ha detto, citando anche i contatti locali.

Cerimonia illegale

Youten riferisce che quando Wangdak, uno dei leader del villaggio, ha criticato i funzionari cinesi per aver molestato le donne tibetane, le autorità lo hanno accusato di gestire una cerimonia illegale all’inizio del festival locale del cavallo in cui i tibetani hanno bruciato incenso e fatto offerte di preghiera.

“Wangdak ha espresso forte opposizione per il trattamento nei confronti delle donne, che ha portato ad un alterco verbale con i funzionari, che poi lo hanno accusato di aver gestito la cerimonia e delle corse di cavalli senza il permesso delle autorità. In queste circostanze, è stato portato via di nascosto alla mezzanotte del 11 agosto”.

Le autorità cinesi non hanno espresso alcuna motivazione per l’arresto di Wangdak.

“I tibetani non credono è stato detenuto per aver consentito corse di cavalli, in quanto si tratta di un’attività tradizionale ed è una cosa molto normale,” ha detto Tenpa, un’altra fonte esilio in India con i contatti della regione.

“Il suo arresto è arbitrario e non ha violato alcuna legge,” ha detto.

Parlando per i poveri

Un tibetano mostra i colpi su suo addome
Wangdak ha la reputazione di “muoversi per i deboli e parlare per i poveri e le vittime di molestie.”

I tibetani della prefettura di Kardze sono noti per il loro forte senso di identità tibetana e il nazionalismo, e “il clima politico nella regione è stato profondamente opprimente”; riferisce l’International Campaign for Tibet (ICT) in un rapporto.

L’anno scorso, almeno otto tibetani sono rimasti feriti quando la polizia cinese ha sparato colpi di pistola e usato gas lacrimogeni per disperdere circa 1.000 monaci e monache che si erano riuniti nella irrequieta contea a Kardze nel mese di Luglio per celebrare il compleanno del leader spirituale del Tibet, il Dalai Lama.

Manifestazioni sporadiche di sfida per il dominio cinese sono continuate nelle zone a popolazione tibetana della Cina dalle diffuse proteste del 2008.

131 tibetani fino ad oggi si sono auto immolati per opporsi al governo di Pechino e chiedere il ritorno del leader spirituale in esilio, il Dalai Lama.

Traduzione: Flavio Brilli per la Laogai Research Foundation
Fonte: Radio Free Asia
English version: Chinese Police Open Fire at Tibetan Protest, Nearly A Dozen Wounded

Tratto da: http://www.laogai.it/polizia-cinese-apre-fuoco-contro-protesta-tibetana-dozzina-i-feriti/

#Kardze Tibet Crackdown by Chinese Lethal Force pinokkioribelle:

Polizia cinese apre il fuoco contro una protesta tibetana, una dozzina i feriti


La polizia cinese ha aperto il fuoco per disperdere centinaia di tibetani che protestavano contro la detenzione di uno stimato capo villaggio della provincia di Sichuan, ferendo gravemente quasi una dozzina di persone.

Molti tibetani sono stati arrestati e picchiati nella violenta repressione a Sershul, nella contea di Kardze (Ganzi), prefettura autonoma tibetana. Il giorno seguente la polizia ha portato via capo villaggio, Dema Wangdak, dalla sua casa a mezzanotte; riferiscono le fonti locali.

Wangdak, 45 anni, è stato arrestato dopo aver denunciato alle autorità le molestie alle donne tibetane da parte di alti funzionari cinesi durante uno spettacolo culturale che la comunità locale è stata costretta ad ospitare durante la loro visita alla contea.

“In centinaia si sono riuniti per chiedere il rilascio di Wangdak perché innocente, ma le autorità cinesi, ha inviato forze di sicurezza per reprimere i manifestanti”; dice Demay Gyaltsen, un tibetano in esilio in India, a Radio Free Asia.

“Le forze di sicurezza hanno usato gas lacrimogeni e sparato munizioni cariche indiscriminatamente per disperdere la folla durante la protesta a Loshu”, ha detto, aggiungendo che circa “10 tibetani sono stati gravemente feriti” dai colpi di pistola.

Comunicazioni bloccate

Tra i feriti ci sono il figlio e fratello di Wangdak, che hanno subito due colpi di pistola ciascuno, ha detto Gyaltsen, che dirige un’organizzazione in India per i tibetani dalla vicina contea di Dege Sershul.

Dopo aver disperso i manifestanti, ha detto, le autorità hanno cercato rinforzi e intensificato la sicurezza, molti tibetani sono stati arrestati e le linee di comunicazione sono state bloccate.

“Il paese è ora interamente circondato dalle forze di sicurezza e molti degli adulti del villaggio sono andati verso le colline per nascondersi”; riferisce Jampa Youten, un monaco in India del sud a RFA.

“Coloro che sono rimasti sono i più giovani tibetani e le donne, che sono stati interrogati e torturati dalle forze di sicurezza cinesi”, ha detto, citando anche i contatti locali.

Cerimonia illegale

Youten riferisce che quando Wangdak, uno dei leader del villaggio, ha criticato i funzionari cinesi per aver molestato le donne tibetane, le autorità lo hanno accusato di gestire una cerimonia illegale all’inizio del festival locale del cavallo in cui i tibetani hanno bruciato incenso e fatto offerte di preghiera.

“Wangdak ha espresso forte opposizione per il trattamento nei confronti delle donne, che ha portato ad un alterco verbale con i funzionari, che poi lo hanno accusato di aver gestito la cerimonia e delle corse di cavalli senza il permesso delle autorità. In queste circostanze, è stato portato via di nascosto alla mezzanotte del 11 agosto”.

Le autorità cinesi non hanno espresso alcuna motivazione per l’arresto di Wangdak.

“I tibetani non credono è stato detenuto per aver consentito corse di cavalli, in quanto si tratta di un’attività tradizionale ed è una cosa molto normale,” ha detto Tenpa, un’altra fonte esilio in India con i contatti della regione.

“Il suo arresto è arbitrario e non ha violato alcuna legge,” ha detto.

Parlando per i poveri

Un tibetano mostra i colpi su suo addome
Wangdak ha la reputazione di “muoversi per i deboli e parlare per i poveri e le vittime di molestie.”

I tibetani della prefettura di Kardze sono noti per il loro forte senso di identità tibetana e il nazionalismo, e “il clima politico nella regione è stato profondamente opprimente”; riferisce l’International Campaign for Tibet (ICT) in un rapporto.

L’anno scorso, almeno otto tibetani sono rimasti feriti quando la polizia cinese ha sparato colpi di pistola e usato gas lacrimogeni per disperdere circa 1.000 monaci e monache che si erano riuniti nella irrequieta contea a Kardze nel mese di Luglio per celebrare il compleanno del leader spirituale del Tibet, il Dalai Lama.

Manifestazioni sporadiche di sfida per il dominio cinese sono continuate nelle zone a popolazione tibetana della Cina dalle diffuse proteste del 2008.

131 tibetani fino ad oggi si sono auto immolati per opporsi al governo di Pechino e chiedere il ritorno del leader spirituale in esilio, il Dalai Lama.

Traduzione: Flavio Brilli per la Laogai Research Foundation
Fonte: Radio Free Asia
English version: Chinese Police Open Fire at Tibetan Protest, Nearly A Dozen Wounded

Tratto da: http://www.laogai.it/polizia-cinese-apre-fuoco-contro-protesta-tibetana-dozzina-i-feriti/

#Kardze Tibet Crackdown by Chinese Lethal Force pinokkioribelle:

Polizia cinese apre il fuoco contro una protesta tibetana, una dozzina i feriti


La polizia cinese ha aperto il fuoco per disperdere centinaia di tibetani che protestavano contro la detenzione di uno stimato capo villaggio della provincia di Sichuan, ferendo gravemente quasi una dozzina di persone.

Molti tibetani sono stati arrestati e picchiati nella violenta repressione a Sershul, nella contea di Kardze (Ganzi), prefettura autonoma tibetana. Il giorno seguente la polizia ha portato via capo villaggio, Dema Wangdak, dalla sua casa a mezzanotte; riferiscono le fonti locali.

Wangdak, 45 anni, è stato arrestato dopo aver denunciato alle autorità le molestie alle donne tibetane da parte di alti funzionari cinesi durante uno spettacolo culturale che la comunità locale è stata costretta ad ospitare durante la loro visita alla contea.

“In centinaia si sono riuniti per chiedere il rilascio di Wangdak perché innocente, ma le autorità cinesi, ha inviato forze di sicurezza per reprimere i manifestanti”; dice Demay Gyaltsen, un tibetano in esilio in India, a Radio Free Asia.

“Le forze di sicurezza hanno usato gas lacrimogeni e sparato munizioni cariche indiscriminatamente per disperdere la folla durante la protesta a Loshu”, ha detto, aggiungendo che circa “10 tibetani sono stati gravemente feriti” dai colpi di pistola.

Comunicazioni bloccate

Tra i feriti ci sono il figlio e fratello di Wangdak, che hanno subito due colpi di pistola ciascuno, ha detto Gyaltsen, che dirige un’organizzazione in India per i tibetani dalla vicina contea di Dege Sershul.

Dopo aver disperso i manifestanti, ha detto, le autorità hanno cercato rinforzi e intensificato la sicurezza, molti tibetani sono stati arrestati e le linee di comunicazione sono state bloccate.

“Il paese è ora interamente circondato dalle forze di sicurezza e molti degli adulti del villaggio sono andati verso le colline per nascondersi”; riferisce Jampa Youten, un monaco in India del sud a RFA.

“Coloro che sono rimasti sono i più giovani tibetani e le donne, che sono stati interrogati e torturati dalle forze di sicurezza cinesi”, ha detto, citando anche i contatti locali.

Cerimonia illegale

Youten riferisce che quando Wangdak, uno dei leader del villaggio, ha criticato i funzionari cinesi per aver molestato le donne tibetane, le autorità lo hanno accusato di gestire una cerimonia illegale all’inizio del festival locale del cavallo in cui i tibetani hanno bruciato incenso e fatto offerte di preghiera.

“Wangdak ha espresso forte opposizione per il trattamento nei confronti delle donne, che ha portato ad un alterco verbale con i funzionari, che poi lo hanno accusato di aver gestito la cerimonia e delle corse di cavalli senza il permesso delle autorità. In queste circostanze, è stato portato via di nascosto alla mezzanotte del 11 agosto”.

Le autorità cinesi non hanno espresso alcuna motivazione per l’arresto di Wangdak.

“I tibetani non credono è stato detenuto per aver consentito corse di cavalli, in quanto si tratta di un’attività tradizionale ed è una cosa molto normale,” ha detto Tenpa, un’altra fonte esilio in India con i contatti della regione.

“Il suo arresto è arbitrario e non ha violato alcuna legge,” ha detto.

Parlando per i poveri

Un tibetano mostra i colpi su suo addome
Wangdak ha la reputazione di “muoversi per i deboli e parlare per i poveri e le vittime di molestie.”

I tibetani della prefettura di Kardze sono noti per il loro forte senso di identità tibetana e il nazionalismo, e “il clima politico nella regione è stato profondamente opprimente”; riferisce l’International Campaign for Tibet (ICT) in un rapporto.

L’anno scorso, almeno otto tibetani sono rimasti feriti quando la polizia cinese ha sparato colpi di pistola e usato gas lacrimogeni per disperdere circa 1.000 monaci e monache che si erano riuniti nella irrequieta contea a Kardze nel mese di Luglio per celebrare il compleanno del leader spirituale del Tibet, il Dalai Lama.

Manifestazioni sporadiche di sfida per il dominio cinese sono continuate nelle zone a popolazione tibetana della Cina dalle diffuse proteste del 2008.

131 tibetani fino ad oggi si sono auto immolati per opporsi al governo di Pechino e chiedere il ritorno del leader spirituale in esilio, il Dalai Lama.

Traduzione: Flavio Brilli per la Laogai Research Foundation
Fonte: Radio Free Asia
English version: Chinese Police Open Fire at Tibetan Protest, Nearly A Dozen Wounded

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#Kardze Tibet Crackdown by Chinese Lethal Force

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Polizia cinese apre il fuoco contro una protesta tibetana, una dozzina i feriti


La polizia cinese ha aperto il fuoco per disperdere centinaia di tibetani che protestavano contro la detenzione di uno stimato capo villaggio della provincia di Sichuan, ferendo gravemente quasi una dozzina di persone.

Molti tibetani sono stati arrestati e picchiati nella violenta repressione a Sershul, nella contea di Kardze (Ganzi), prefettura autonoma tibetana. Il giorno seguente la polizia ha portato via capo villaggio, Dema Wangdak, dalla sua casa a mezzanotte; riferiscono le fonti locali.

Wangdak, 45 anni, è stato arrestato dopo aver denunciato alle autorità le molestie alle donne tibetane da parte di alti funzionari cinesi durante uno spettacolo culturale che la comunità locale è stata costretta ad ospitare durante la loro visita alla contea.

“In centinaia si sono riuniti per chiedere il rilascio di Wangdak perché innocente, ma le autorità cinesi, ha inviato forze di sicurezza per reprimere i manifestanti”; dice Demay Gyaltsen, un tibetano in esilio in India, a Radio Free Asia.

“Le forze di sicurezza hanno usato gas lacrimogeni e sparato munizioni cariche indiscriminatamente per disperdere la folla durante la protesta a Loshu”, ha detto, aggiungendo che circa “10 tibetani sono stati gravemente feriti” dai colpi di pistola.

Comunicazioni bloccate

Tra i feriti ci sono il figlio e fratello di Wangdak, che hanno subito due colpi di pistola ciascuno, ha detto Gyaltsen, che dirige un’organizzazione in India per i tibetani dalla vicina contea di Dege Sershul.

Dopo aver disperso i manifestanti, ha detto, le autorità hanno cercato rinforzi e intensificato la sicurezza, molti tibetani sono stati arrestati e le linee di comunicazione sono state bloccate.

“Il paese è ora interamente circondato dalle forze di sicurezza e molti degli adulti del villaggio sono andati verso le colline per nascondersi”; riferisce Jampa Youten, un monaco in India del sud a RFA.

“Coloro che sono rimasti sono i più giovani tibetani e le donne, che sono stati interrogati e torturati dalle forze di sicurezza cinesi”, ha detto, citando anche i contatti locali.

Cerimonia illegale

Youten riferisce che quando Wangdak, uno dei leader del villaggio, ha criticato i funzionari cinesi per aver molestato le donne tibetane, le autorità lo hanno accusato di gestire una cerimonia illegale all’inizio del festival locale del cavallo in cui i tibetani hanno bruciato incenso e fatto offerte di preghiera.

“Wangdak ha espresso forte opposizione per il trattamento nei confronti delle donne, che ha portato ad un alterco verbale con i funzionari, che poi lo hanno accusato di aver gestito la cerimonia e delle corse di cavalli senza il permesso delle autorità. In queste circostanze, è stato portato via di nascosto alla mezzanotte del 11 agosto”.

Le autorità cinesi non hanno espresso alcuna motivazione per l’arresto di Wangdak.

“I tibetani non credono è stato detenuto per aver consentito corse di cavalli, in quanto si tratta di un’attività tradizionale ed è una cosa molto normale,” ha detto Tenpa, un’altra fonte esilio in India con i contatti della regione.

“Il suo arresto è arbitrario e non ha violato alcuna legge,” ha detto.

Parlando per i poveri

Un tibetano mostra i colpi su suo addome
Wangdak ha la reputazione di “muoversi per i deboli e parlare per i poveri e le vittime di molestie.”

I tibetani della prefettura di Kardze sono noti per il loro forte senso di identità tibetana e il nazionalismo, e “il clima politico nella regione è stato profondamente opprimente”; riferisce l’International Campaign for Tibet (ICT) in un rapporto.

L’anno scorso, almeno otto tibetani sono rimasti feriti quando la polizia cinese ha sparato colpi di pistola e usato gas lacrimogeni per disperdere circa 1.000 monaci e monache che si erano riuniti nella irrequieta contea a Kardze nel mese di Luglio per celebrare il compleanno del leader spirituale del Tibet, il Dalai Lama.

Manifestazioni sporadiche di sfida per il dominio cinese sono continuate nelle zone a popolazione tibetana della Cina dalle diffuse proteste del 2008.

131 tibetani fino ad oggi si sono auto immolati per opporsi al governo di Pechino e chiedere il ritorno del leader spirituale in esilio, il Dalai Lama.

Traduzione: Flavio Brilli per la Laogai Research Foundation
Fonte: Radio Free Asia
English version: Chinese Police Open Fire at Tibetan Protest, Nearly A Dozen Wounded

Tratto da: http://www.laogai.it/polizia-cinese-apre-fuoco-contro-protesta-tibetana-dozzina-i-feriti/

#Kardze Tibet Crackdown by Chinese Lethal Force

(via pinokkioribelle-deactivated2014)

gulou:

"With a set of chopsticks in her hands and a Tibetan prayer spilling from her lips, Gelazomo, a 32-year-old yak herder, hunched over the rocky banks of the river that cuts through this city and hunted for the quarry that she hoped would bring salvation.

Every few minutes, she would tease out a tiny river shrimp that had become stranded in the mud, and then dropping it into a bucket of water. Beside her, dozens of other Tibetans toiled in the noonday sun, among them small children and old people who, from afar, appeared to be panning for gold.

'Buddha has taught us that treating others with love and compassion is the right thing to do, no matter how tiny that life is,' she explained, as the newly revived crustaceans darted through the water of her bucket.”

For more, see Andrew Jacobs, “In Scarred Tibetan City, Devotion to the Sanctity of Life,” New York Times (25 July 2014)

Image: Gilles Sabrie for the New York Times

"treating others with love and compassion is the right thing to do, no matter how tiny that life is,"

U.S. REP. JIM MCGOVERN INTRODUCES NEW BILL ON TIBET

SFT’s Tsepa Bayul and community leader Gen Thondup la attend a landmark event where Congressman Jim McGover introduces HR4851, a breakthrough bill that calls for Reciprocal Access to Tibet.

Via: 

Tendor Tibet Dorjee བསྟན་རྡོར་ /shared: Great to be here in Northampton with Congressman Jim McGovern introducing HR4851 Reciprocal Access to Tibet Act. This bill has been introduced to the House but needs our support to pass. Please spread the word and call your representative to co-sponsor this bill. This bill will restrict access to the US any Chinese official who designs and implements policies of restriction in Tibet.

Video: Tenzin Lhadon Bhutia

stevemccurrystudios:

Faces of Tibet
Wherever I live, I shall feel homesick for Tibet. I often think I can still hear the cries of wild geese and cranes and the beating of their wings as they fly over Lhasa in the clear, cold moonlight …- Heinrich Harrer, Seven Years in Tibet
stevemccurrystudios:

Faces of Tibet
Wherever I live, I shall feel homesick for Tibet. I often think I can still hear the cries of wild geese and cranes and the beating of their wings as they fly over Lhasa in the clear, cold moonlight …- Heinrich Harrer, Seven Years in Tibet
stevemccurrystudios:

Faces of Tibet
Wherever I live, I shall feel homesick for Tibet. I often think I can still hear the cries of wild geese and cranes and the beating of their wings as they fly over Lhasa in the clear, cold moonlight …- Heinrich Harrer, Seven Years in Tibet
stevemccurrystudios:

Faces of Tibet
Wherever I live, I shall feel homesick for Tibet. I often think I can still hear the cries of wild geese and cranes and the beating of their wings as they fly over Lhasa in the clear, cold moonlight …- Heinrich Harrer, Seven Years in Tibet
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Faces of Tibet
Wherever I live, I shall feel homesick for Tibet. I often think I can still hear the cries of wild geese and cranes and the beating of their wings as they fly over Lhasa in the clear, cold moonlight …- Heinrich Harrer, Seven Years in Tibet
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Faces of Tibet
Wherever I live, I shall feel homesick for Tibet. I often think I can still hear the cries of wild geese and cranes and the beating of their wings as they fly over Lhasa in the clear, cold moonlight …- Heinrich Harrer, Seven Years in Tibet
stevemccurrystudios:

Faces of Tibet
Wherever I live, I shall feel homesick for Tibet. I often think I can still hear the cries of wild geese and cranes and the beating of their wings as they fly over Lhasa in the clear, cold moonlight …- Heinrich Harrer, Seven Years in Tibet
stevemccurrystudios:

Faces of Tibet
Wherever I live, I shall feel homesick for Tibet. I often think I can still hear the cries of wild geese and cranes and the beating of their wings as they fly over Lhasa in the clear, cold moonlight …- Heinrich Harrer, Seven Years in Tibet
stevemccurrystudios:

Faces of Tibet
Wherever I live, I shall feel homesick for Tibet. I often think I can still hear the cries of wild geese and cranes and the beating of their wings as they fly over Lhasa in the clear, cold moonlight …- Heinrich Harrer, Seven Years in Tibet
stevemccurrystudios:

Faces of Tibet
Wherever I live, I shall feel homesick for Tibet. I often think I can still hear the cries of wild geese and cranes and the beating of their wings as they fly over Lhasa in the clear, cold moonlight …- Heinrich Harrer, Seven Years in Tibet

stevemccurrystudios:

Faces of Tibet

Wherever I live, I shall feel homesick for Tibet. I often think I can still hear the cries of wild geese and cranes and the beating of their wings as they fly over Lhasa in the clear, cold moonlight …
- Heinrich Harrer, Seven Years in Tibet

(via getmoneyfuckmath)

Animated Video: Tibet Solution
WATCH the video and SIGN the petition: http://tibetsolution.org/

eastamerican:

A very happy 79th birthday to His Holiness the Fourteenth Dalai Lama!

Happy Birthday His Holiness The 14th Dalai Lama

studentsforafreetibetuk:

“I Am On My Way” and “Remembering The Place” By Tibetan Singer Gebey

"The music videos are from the same album as the previous songs by Gebey featured on High Peaks Pure Earth in November 2012, “Victory to Tibet” and “What We Have is Suffering”. Gebey’s 2012 album can be seen in full on YouTube here: http://youtu.be/_FdvXS61qNM

Gebey’s music has caused him to be arrested and re-arrested several times. At the end of May it was reported that Gebey had been arrested following a live performance in Ngaba Prefecture. The article on the New York Times’ Sinosphere blog quotes Tibetan writer Woeser as saying that Gebey had barely resurfaced from a previous detention and was now detained again.

However, just yesterday, news outlets such as Radio Free Asia, were reporting that Gebey had been released back to his family. As Radio Free Asia tell us: “Before he was detained, Gebe had avoided contact with the police after Chinese authorities in 2012 banned and confiscated a recording he released that year which was deemed to contain nationalist themes, the source said. “He remained in hiding for some time until his detention on May 24.”

Click here for translated lyrics in English

Source: http://highpeakspureearth.com/2014/i-am-on-my-way-and-remembering-the-place-by-tibetan-singer-gebey/

Tasty Burger for Free Tibet. Your move China.

roxbyphotos:

Tibet Freedom, India

Roxby Photography

Street Art. Tibetan Freedom Movement

(via studentsforafreetibetuk)

Olo  - 4 Rivers 6 Ranges Music Video released today!  Tibetan/Hip-Hop

Chushi Gangdruk (4 Rivers 6 Ranges) was a voluntary resistance army comprised mainly of Tibetans from the 
Kham region of Tibet. With assistance from the CIA, the army led an uprising against the invading People’s Liberation Army.
June 16, 2014 marks the 56th Anniversary of the founding of Chushi Gangdruk. This video is a tribute to 
General Gompo Tashi Andrutsang and all the brave soldiers of Tibet who left fear behind and resisted Chinese 
rule courageously.

Olo Bayul’s statement on this video: I started writing lyrics for this song 4 years ago. I threw down a verse and then just stopped. I experienced writer’s block and felt discouraged. Fast forward a couple years…just a few months ago…my brother hands me a copy of Carole McGranahan’s Arrested Histories. Could not put the book down. That’s when I realized that I had to do this. I had to make sure people knew about Chushi Gangdruk and the other resistance fighters of Tibet, about June 16, 1958. Their histories have to be told for our us to recognize their contributions and to continue our freedom struggle. People need to know that Tibetans did rise up against Chinese rule from the 50s through the early 70s. It was not a peaceful, non-violent occupation. This video is a tribute, an ode to all the veterans of Tibet. Y’all inspire me everyday. Straight up.